Quando si ritira il referto dell’esame delle urine, tra le varie voci può comparire una dicitura che suona tecnica e poco familiare: esterasi leucocitaria. A molti pazienti e familiari questo termine può sembrare oscuro, e la prima reazione è cercare velocemente su internet cosa significhi.
In realtà, l’esterasi leucocitaria è un indicatore importante che ci parla della possibile presenza di globuli bianchi nelle urine. I globuli bianchi sono cellule del sistema immunitario, e la loro comparsa nelle urine può indicare che l’organismo sta rispondendo a un’infezione o a un’infiammazione delle vie urinarie.
Sapere cosa significa avere l’esterasi leucocitaria presente nelle urine, quali possono essere le cause, come leggere i valori e quando rivolgersi al medico è fondamentale per affrontare la situazione in modo corretto. Questa guida nasce per spiegare tutto in maniera chiara, senza termini complicati, così da aiutare chi legge a interpretare il proprio referto e a capire i possibili passi successivi.
- 1. Cos’è l’esterasi leucocitaria e cosa indica nell’esame delle urine
- 2. Valori di riferimento dell’esterasi leucocitaria
- 3. Cause dell’esterasi leucocitaria presente nelle urine
- 4. Sintomi associati e quando fare l’esame delle urine
- 5. Come interpretare il referto: esempi pratici
- 6. Diagnosi e ulteriori esami
- 7. Cosa fare se l’esterasi leucocitaria è alta nelle urine
- 8. Domande frequenti sull’esterasi leucocitaria
Cos’è l’esterasi leucocitaria e cosa indica nell’esame delle urine
Significato del termine e ruolo nel nostro organismo
Immagina di prendere il tuo referto dell’esame delle urine e di trovare la voce “esterasi leucocitaria”: un termine che sembra complicato, un po’ come leggere un manuale tecnico in cinese. Ti capisco, può creare ansia. Ma fermati un secondo: il mio obiettivo è fare chiarezza, passo dopo passo.
L’esterasi leucocitaria non è una malattia, ma un semplice enzima prodotto dai leucociti, i globuli bianchi che difendono il nostro organismo. Pensa ai leucociti come a guerrieri invisibili, pronti a combattere batteri e infiammazioni, e all’esterasi come a un segnale lasciato durante il combattimento. Quando compare nelle urine, è un indicatore che qualcosa sta succedendo nel tratto urinario — non necessariamente grave, ma qualcosa merita attenzione. Se hai trovato l'esterasi leucocitaria nel tuo referto, ti invitiamo a contattare il tuo medico per una valutazione approfondita.
Come viene rilevata nell’esame delle urine
Il test per rilevare l’esterasi leucocitaria è rapido e fa parte dell’analisi standard delle urine. In laboratorio si utilizza una striscia reattiva (dipstick) che viene immersa nel campione: se l’enzima è presente, un piccolo riquadro cambia colore. È un metodo veloce e poco invasivo che, già da solo, fornisce un indizio importante.
Quando il test è positivo, il laboratorio può procedere con l’osservazione al microscopio per verificare effettivamente la presenza di leucociti nelle urine. Questo passaggio è cruciale, perché il test può occasionalmente dare falsi positivi – ad esempio, se il campione è stato raccolto in modo non corretto o se ci sono residui di detergenti.
Il risultato può essere riportato come:
- Negativo (nessun enzima rilevato)
- Tracce, 1+, 2+, 3+ (scala crescente di concentrazione)
- Un valore numerico come 500 Leu/µL – equivalente a dire che in ogni microlitro di urina sono presenti circa 500 leucociti, un dato che orienta verso una condizione infiammatoria o infettiva.
Se, ad esempio, trovi “esterasi leucocitaria presente” e “leucociti alti nelle urine”, potresti approfondire leggendo il nostro articolo dedicato: Leucociti alti nelle urine – cause e significato.
Allo stesso modo, se il medico sospetta un coinvolgimento renale, può affiancare altri esami come la creatinina per valutare la funzionalità dei reni.
Valori di riferimento dell’esterasi leucocitaria
Valori normali e interpretazione
In un campione di urina normale, l’esterasi leucocitaria dovrebbe essere assente. Questo significa che non sono presenti globuli bianchi in quantità rilevabile, e quindi non vi è attività infiammatoria significativa nel tratto urinario.
Sul referto, l’assenza può essere indicata in vari modi:
- Negativo
- Assente
- 0
Se invece l’enzima è rilevato, il laboratorio può esprimere il risultato in forma:
- Semi-quantitativa → “Tracce”, “1+”, “2+”, “3+” (scala di intensità crescente)
- Numerica → ad esempio “500 Leu/µL” (500 leucociti per microlitro di urina), considerato un valore elevato

È importante valutare l’esterasi leucocitaria insieme ad altri parametri dell’esame urine. Ad esempio, se risulta positiva e il referto indica anche nitriti presenti o leucociti visibili al microscopio, è più probabile la presenza di un’infezione. In questi casi, il medico può consigliare ulteriori approfondimenti come l’urinocoltura.
Esterasi leucocitaria alta nelle urine
Un’esterasi leucocitaria alta (ad esempio “3+” o “500 Leu/µL”) indica una significativa presenza di globuli bianchi nel campione. Le cause più frequenti sono:
- Infezioni delle vie urinarie (cistite, pielonefrite, uretrite)
- Infiammazioni non infettive (calcoli renali, traumi, irritazioni)
- Patologie renali croniche o autoimmuni
L’interpretazione deve sempre considerare la sintomatologia: dolore o bruciore alla minzione, urgenza urinaria, urine torbide o maleodoranti sono campanelli d’allarme. Tuttavia, valori alti possono comparire anche in assenza di sintomi, soprattutto in persone anziane o con sistema immunitario compromesso.
In presenza di valori elevati e sospetto di coinvolgimento renale, il medico può associare altri esami di controllo, come la valutazione della creatinina o l’analisi di parametri ematici legati alla funzionalità renale, come i globuli bianchi.
Cause dell’esterasi leucocitaria presente nelle urine
La presenza di esterasi leucocitaria nelle urine segnala che i globuli bianchi sono intervenuti a livello delle vie urinarie. Questo può avvenire per diversi motivi, non sempre legati a un’infezione. È quindi fondamentale distinguere tra cause infettive, cause non infettive e situazioni in cui il risultato può essere falsamente positivo.
Cause infettive
Le infezioni delle vie urinarie sono la causa più comune di esterasi leucocitaria presente nelle urine. In questi casi, l’enzima è il risultato della risposta immunitaria a microrganismi patogeni che si sono insediati nel tratto urinario.
Le principali sono:
- Cistite → infezione della vescica, spesso accompagnata da dolore o bruciore alla minzione, bisogno frequente di urinare e urine torbide o maleodoranti.
- Uretrite → infiammazione dell’uretra, talvolta legata a batteri trasmessi sessualmente.
- Pielonefrite → infezione dei reni, più seria, che può causare febbre alta, dolore lombare e sintomi urinari evidenti.
In questi casi, il medico può prescrivere un’urinocoltura per identificare il batterio responsabile e scegliere la terapia antibiotica più adatta.
Cause non infettive
Non sempre l’esterasi leucocitaria alta è dovuta a batteri. Ci sono condizioni non infettive che possono provocare infiammazione e richiamo di leucociti nelle urine:
- Calcoli renali → la loro presenza può irritare le vie urinarie, provocando dolore e sanguinamento, con conseguente attivazione della risposta immunitaria.
- Traumi o procedure invasive → interventi urologici, cateterismo o traumi diretti alla regione pelvica.
- Malattie renali croniche o autoimmuni → alcune patologie (come la glomerulonefrite) provocano un’infiammazione persistente, rilevabile anche con alterazioni di altri parametri come la creatinina.
In queste situazioni, l’assenza di batteri nell’urinocoltura aiuta a distinguere le cause infettive da quelle non infettive.
Falsi positivi e falsi negativi
È possibile che il test per l’esterasi leucocitaria fornisca un risultato non perfettamente attendibile. Le principali situazioni da considerare sono:
- Falsi positivi:
- Campione contaminato da secrezioni vaginali o residui di detergenti
- Presenza di globuli bianchi provenienti da infiammazioni non urinarie (ad esempio genitali)
- Falsi negativi:
- Concentrazione molto bassa di globuli bianchi, sotto la soglia di rilevazione del test
- Presenza di sostanze nelle urine (come alte concentrazioni di vitamina C) che possono interferire con la reazione chimica
Per ridurre il rischio di errori, è fondamentale seguire correttamente le indicazioni per la raccolta del campione, come spiegato nella nostra guida su come fare l’esame urine. Assicurati di utilizzare un contenitore sterile e di eseguire un'accurata igiene intima prima della raccolta. Evita l'uso di detergenti irritanti e assicurati che il campione venga analizzato entro poche ore dalla raccolta.
Sintomi associati e quando fare l’esame delle urine
La presenza di esterasi leucocitaria nelle urine può essere del tutto asintomatica oppure accompagnarsi a sintomi più o meno evidenti. Sapere quali segnali osservare aiuta a decidere quando rivolgersi al medico e quando eseguire un esame urine di controllo.
Segnali da non sottovalutare
Tra i sintomi più comuni associati a un aumento dell’esterasi leucocitaria troviamo:
- Bruciore o dolore durante la minzione (disuria)
- Bisogno frequente di urinare anche di notte (nicturia)
- Urine torbide o maleodoranti
- Presenza di sangue nelle urine (ematuria)
- Dolore al basso ventre o nella zona lombare
- Febbre e malessere generale, nei casi di infezioni più estese come la pielonefrite
Questi sintomi, soprattutto se si presentano in combinazione, devono essere valutati rapidamente da un professionista. Non esitare a contattare il tuo medico se noti uno o più di questi segnali. In particolare, se l’esterasi leucocitaria è associata a leucociti alti nelle urine, il rischio di infezione è maggiore e può essere utile approfondire leggendo la guida su leucociti alti nelle urine.
Quando fare l’esame delle urine
L’esame delle urine è un test semplice, non invasivo e poco costoso, ma molto utile per identificare precocemente problemi a carico dell’apparato urinario. È consigliato in questi casi:
- Comparsa dei sintomi sopra elencati
- Controllo dopo un episodio di infezione urinaria per verificare la guarigione
- Monitoraggio in persone con patologie renali croniche o diabete
- Durante la gravidanza, come parte degli screening di routine
- In soggetti anziani, anche in assenza di sintomi evidenti, per identificare eventuali infezioni asintomatiche
Per evitare errori nell’interpretazione del risultato, è importante che la raccolta del campione sia eseguita correttamente. Puoi trovare le istruzioni passo passo nella nostra guida su come fare l’esame urine e come eseguire un’urinocoltura.
Come interpretare il referto: esempi pratici
Leggere un referto di laboratorio non è sempre semplice, soprattutto quando si trovano termini tecnici e valori poco intuitivi. Nel caso dell’esterasi leucocitaria, il risultato va interpretato sempre in relazione agli altri parametri dell’esame delle urine e al quadro clinico del paziente.
Un dato positivo, da solo, non permette di fare diagnosi: il medico considera i sintomi, la storia clinica e, se necessario, prescrive ulteriori esami per confermare la causa.
Caso 1 - Esterasi leucocitaria alta senza sintomi
Può capitare che l’esame urine mostri esterasi leucocitaria presente (ad esempio “1+” o “500 Leu/µL”) in un paziente che non avverte alcun disturbo.
- Possibili cause: infezione urinaria asintomatica, soprattutto in anziani o persone con ridotta risposta immunitaria; contaminazione del campione; infiammazioni non infettive.
- Cosa fa il medico: può richiedere un’urinocoltura per escludere la presenza di batteri o suggerire di ripetere l’esame per confermare il dato.
Caso 2 - Esterasi leucocitaria alta e leucociti nelle urine
Quando l’esterasi leucocitaria è positiva insieme a un aumento dei leucociti visibili al microscopio, la probabilità di un’infezione urinaria è più alta.
- Possibili cause: cistite, pielonefrite, uretrite.
- Cosa fa il medico: valuta anche la presenza di nitriti positivi e altri indici infiammatori nel sangue, come i globuli bianchi alti. Se sospetta un’infezione renale o complicata, può richiedere esami ematici come la creatinina per controllare la funzionalità renale.
Caso 3 - Esterasi leucocitaria presente e alterazioni in altri esami ematici
In alcune situazioni, il referto delle urine può mostrare un’esterasi positiva e, contemporaneamente, alterazioni in analisi del sangue come linfociti bassi o linfociti alti.
- Possibili cause: infezioni sistemiche o stati infiammatori generalizzati.
- Cosa fa il medico: interpreta il dato nel contesto, valutando approfondimenti con esami come linfociti bassi o linfociti alti per avere un quadro più completo della risposta immunitaria.
In sintesi, il referto non va mai letto in maniera isolata: l’esterasi leucocitaria è un indicatore che acquista significato solo se considerato insieme ad altri dati e alla valutazione clinica.

Diagnosi e ulteriori esami
Il riscontro di esterasi leucocitaria presente nelle urine non è, da solo, sufficiente per stabilire una diagnosi. Si tratta di un indicatore che segnala la possibile presenza di globuli bianchi, ma è necessario capire perché sono presenti e se si tratta di un’infezione, di un’infiammazione non infettiva o di un artefatto dovuto a un errore nella raccolta del campione.
Per questo motivo, il medico può consigliare una serie di accertamenti aggiuntivi.
Esami complementari consigliati
- Urinocoltura
È l’esame di riferimento per identificare la presenza di batteri nelle urine e stabilire quale antibiotico può essere più efficace. In caso di infezione sospetta, è l’indagine da eseguire subito, come spiegato nella nostra guida su come fare l’esame urine e urinocoltura. - Esame microscopico del sedimento urinario
Permette di osservare direttamente la presenza di leucociti, eritrociti, batteri, cristalli o altre particelle nelle urine, offrendo informazioni più dettagliate rispetto alla sola analisi chimica. - Esami del sangue
Parametri come i globuli bianchi alti, la creatinina e altri indici di funzionalità renale aiutano a valutare se il problema coinvolge anche i reni o se l’infezione è sistemica. - Esami di imaging
Ecografia renale o vescicale per individuare calcoli, ostruzioni o alterazioni strutturali delle vie urinarie.
Come prepararsi per un esame urine corretto
Una corretta raccolta del campione è essenziale per evitare falsi positivi o falsi negativi.
Ecco le indicazioni principali:
- Utilizzare un contenitore sterile.
- Raccogliere l’urina del mitto intermedio (scartare il primo getto, raccogliere la parte centrale).
- Eseguire un’accurata igiene intima prima della raccolta.
- Consegnare il campione al laboratorio entro poche ore.
Una spiegazione più dettagliata di queste regole è disponibile nella scheda dedicata all’esame delle urine.
Cosa fare se l’esterasi leucocitaria è alta nelle urine
Scoprire che l’esterasi leucocitaria è alta nel proprio referto può generare preoccupazione, ma il primo passo è mantenere la calma e affidarsi a un percorso di valutazione ben strutturato. Questo parametro, da solo, non basta per stabilire la gravità della situazione: serve sempre l’interpretazione di un medico, integrata con altri dati clinici e di laboratorio.
Come racconta Maria, una paziente che ha vissuto questa esperienza: "Quando ho visto il risultato, ho pensato subito al peggio. Ma il mio medico mi ha rassicurato e mi ha guidato attraverso il percorso di valutazione. È stato un sollievo sapere che c'erano passi chiari da seguire".
Mantenere la calma e affidarsi a un percorso di valutazione ben strutturato è fondamentale.
Quando rivolgersi al medico
È opportuno contattare il medico curante o uno specialista in urologia o nefrologia se:
- Sono presenti sintomi come dolore o bruciore alla minzione, urgenza urinaria, febbre, dolore lombare.
- L’esterasi leucocitaria è associata ad altri parametri alterati (nitriti positivi, leucociti alti nelle urine, sangue nelle urine).
- Il risultato positivo persiste in più campioni consecutivi.
- Ci sono fattori di rischio come gravidanza, patologie renali note, diabete o immunodeficienza.
Trattamenti e rimedi
- Terapia mirata
Se la causa è un’infezione batterica, la terapia prevede l’assunzione di antibiotici specifici, scelti sulla base dell’esito dell’urinocoltura. Evitare l’automedicazione è fondamentale: assumere un antibiotico sbagliato o senza necessità può peggiorare il problema e favorire resistenze batteriche. - Trattamento delle cause non infettive
Nei casi di calcoli renali, ostruzioni o malattie croniche, il percorso terapeutico è diverso e può includere interventi chirurgici, terapie farmacologiche o modifiche dello stile di vita. - Supporto e prevenzione
Bere una quantità adeguata di acqua, mantenere una buona igiene intima e urinare regolarmente può ridurre il rischio di recidive. Nei soggetti con infezioni ricorrenti, il medico può consigliare controlli periodici e strategie preventive personalizzate.
Perché non ignorare il sintomo
Anche in assenza di disturbi evidenti, un’esterasi leucocitaria alta può indicare un’infezione urinaria asintomatica o un’infiammazione cronica. In soggetti fragili, come anziani e persone con malattie croniche, queste condizioni possono evolvere in complicanze se non trattate tempestivamente.
Per questo, un referto alterato va sempre discusso con un professionista, senza basarsi solo su ricerche online o auto-interpretazioni.
Recentemente, sono stati sviluppati metodi innovativi per la rilevazione dell’esterasi leucocitaria, come i test basati su tecnologia a fluorescenza e i dispositivi portatili che forniscono risultati in tempo reale. Questi metodi aumentano la sensibilità e la specificità, riducendo il rischio di falsi positivi e migliorando la diagnosi precoce di infezioni urinarie.
Domande frequenti sull’esterasi leucocitaria
Cosa significa esterasi leucocitaria positiva?
Un test positivo indica che nelle urine è stata rilevata la presenza di un enzima prodotto dai globuli bianchi. Questo può segnalare un’infezione o un’infiammazione delle vie urinarie, ma non è un dato diagnostico definitivo: va sempre interpretato insieme ad altri parametri dell’esame delle urine e al quadro clinico del paziente.
L’esterasi leucocitaria alta indica sempre un’infezione?
No. La causa più comune è l’infezione urinaria, ma valori elevati possono comparire anche in caso di calcoli, traumi o patologie renali non infettive. Per confermare la diagnosi, il medico può richiedere un’urinocoltura e altri accertamenti mirati.
Quali valori di esterasi leucocitaria sono preoccupanti?
In condizioni normali il valore è “assente” o “negativo”. Risultati come “3+” o “500 Leu/µL” indicano un’elevata presenza di globuli bianchi e richiedono approfondimento, anche se il paziente non presenta sintomi.
Come si abbassa l’esterasi leucocitaria nelle urine?
Non esiste un modo diretto per “abbassare” il valore: bisogna trattare la causa che lo ha determinato. Se si tratta di un’infezione, il medico prescriverà la terapia più adatta (spesso antibiotici mirati); in caso di cause non infettive, il trattamento sarà specifico per quella condizione.
L’esterasi leucocitaria può essere alta in gravidanza?
Sì. Durante la gravidanza è più frequente riscontrare infezioni urinarie, anche senza sintomi. In questi casi, il controllo e il trattamento tempestivo sono importanti per evitare complicazioni. L’esame urine rientra infatti negli screening di routine in gravidanza.
L’esterasi leucocitaria può essere presente senza sintomi?
Sì, soprattutto negli anziani e nei soggetti con sistema immunitario compromesso. Questa condizione è nota come infezione urinaria asintomatica. Anche in assenza di sintomi, se il valore è elevato, è necessario discuterne con il medico.


